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Donne e (non) maternità – Paola Turci: “I 30 anni? Disastro! I 50 una figata”

Santa Paola Turci da Roma, ricorda a tutte le ragazze, donne e bambine che per sentirsi realizzate non serve per forza diventare mamma!

 

Premetto: quando si parla di Paola Turci perdo obiettività (di solito) perché la amo da quando ero bambina. In questo caso però riconosco che, a prescindere dal mio amore per lei, ha saputo dire ciò che io penso e sostengo da anni. Chi l’ha detto che, per sentirsi completa, una donna abbia bisogno di fare un figlio? La questione è semplice! Nella sua intervista a #cartabianca, davanti a Bianca Berlinguer, la Turci ha detto:

“Tra i 30 e 36 anni mi sarebbe piaciuto avere un bambino. Ringrazio il cielo di non averlo avuto. Ho già problemi con il cane!”

Quanto ti capisco: io ho 3 gatti, vedi te! Ma non è tutto, perché Paoletta ricorda anche a tutte le donne che la vita non finisce a 50 anni. Inizia!

“A 30 anni mi sentivo un disastro, i 40 sono stati pesanti, i 50 sono una fig*ta. Ho le rughe, la forza di gravità è arrivata. Evviva!”.

Ma apriti cielo! Lo sapevo io: l’unica sfortuna è che io sono nell’età del DISASTRO.

Le regole per essere una ‘brava’ donna

Essere donna fa spesso rima con maternità. Almeno questo è quello che ci insegnano da quando siamo piccole. Esser una signorina prevede una serie di prerogative molto basic:

  1. 5 anni: sogni di essere una principessa;
  2. 10 anni: hai già idealizzato il tuo principe azzurro;
  3. A 15 anni lo trovi;
  4. A 20 ti sposti e ci fai 2 – 3 – 4 figli.

E vissero felici e contenti!

Le regole per essere donna libera

Ci sono però anche delle donne che non necessariamente si sentono realizzate seguendo questa scaletta. Io per esempio!

  1. A 5 anni mi dicevano che ero una principessa (e ci credevo!);
  2. A 10 anni hanno tentato di rifilarmi il mio primo principe azzurro (e stavo per cascarci!);
  3. Arrivano i 15 anni e ho capito che era tutta ‘na sola;
  4. A 20 mi sono fidanzata (perché volevo farmi del male!);
  5. A 25 ho spezzato il cuore di tutti i parenti (compresi quelli in Belgio) dicendo: “Io un figlio non lo voglio”.

Che ci posso fare? Non ho l’istinto materno! E peggio, io non voglio avere limiti, non voglio essere condizionata da un bambino. Voglio vivere la mia vita in modo totale e libero. Non critico chi invece desidera un marmocchio per casa, ma vi rispetto. Chiedo solo di essere rispettata a mia volta!

Però un po’ mi dispiace, ma solo per il bel cognome che ho. Meritava di essere tramandato. Ma con il cognome tramanderei anche il pessimo carattere ereditato dai miei genitori. Meglio evitare!

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alesarabi

Sono nata e cresciuta a Bologna. Studentessa di Lettere Moderne con la passione per la scrittura, le serie tv (Netflix is my God) e la musica. Non posso vivere senza: computer, caffè, le canzoni depresse di Lana Del Rey, l'animo rock di Paola Turci.