La vita che ho deciso è questa, e ha Paola Turci come colonna sonora

“Sei ossessionata da Paola Turci. Hai 30 anni Ale, è ora di smetterla e crescere.”

(Che poi gli anni sono quasi 31, ma lasciamo stare!)

La gente parla perché non sa.

Non sanno che le tue canzoni hanno accompagnato con un silenzio assordante i momenti più brutti del mio passato. Avevo 11 anni quando la mia amica Margherita mi ha fatto scoprire “Sai che è un attimo”, una canzone che era diventata nostra. Una canzone che aveva accompagnato quella mia prima cotta da bambina, quando ancora non sapevo chi sarei diventata, quando ancora il mondo mi faceva paura. Quando per me, guardare una ragazza con occhi “diversi” era LA sensazione della più grande paura.

E’ stata la canzone che ha segnato il mio primo amore straziante per quella bambina. E qualche anno dopo sarebbe diventata l’inno del suo ricordo. Margherita è morta improvvisamente in seguito a un bruttissimo incidente in moto. L’avevo persa di vista, si era fidanzata, era pronta a convivere e, forse, a diventare madre. Poi mi arriva una telefonata: “Ale è morta Marghe”. Per la prima volta tutto era diventato buio. Non riuscivo a piangere, mi ero chiusa in un universo parallelo, ero impenetrabile.

Il destino ha voluto che quel giorno, per puro caso, passasse in tv “Sai che è un attimo”

Un gioco di imprevisti? Di combinazioni, come del resto canti tu.

Ti ho ritrovata così, dopo anni di silenzio in quel 2010. La tangibile essenza delle tue canzoni, la potenza straziante della tua voce viva e forte ha accompagnato da allora altri momenti. Smuovevi in me quella malinconia di cui mi nutro per sentirmi bene, per sentirmi viva.

paola turci concerto

La tua voce, cara Paola Turci…

l’ho ritrovata anche dopo il mio incidente in auto. Avevo appena compiuto 29 anni. Era l’11 dicembre, il giorno dopo il mio compleanno: mi sono ritrovata cappottata in auto a pochi metri da casa. 29 anni, sì. Quelli che avevi tu quel dannato giorno.

Un gioco di imprevisti, di combinazioni? Forse no. Forse dovevo ritrovarti per non perderti più. Per non perdermi più.

Perché dietro a quelle canzoni che ascolto senza mai stancarmi ritrovo la carica per affrontare bene ogni giorno, fiera di essere diventata ciò che sono.

Ho capito chi amerò lo stesso, chi è il mio secondo cuore.

Ho capito che l’estate è finita e anche se non l’ho capita, Paola, è passata di qua. E quanti istanti felici mi ha lasciato!

Sono cresciuta, sono rinata anche grazie a quel sorriso disarmante che regali, che hai regalato a me al tuo concerto a Milano, e che mi regalerai di nuovo a Mantova, a Sesto Fiorentino. E chissà dove…

So di averti a un’ora di macchina da casa, e che faccio? Ti lascio cantare senza venire a risentirti? Eh no! Alimento la mia ossessione, salgo in macchina e corro da te, per ricaricare le batterie con il suono della tua voce.

La vita che ho deciso è questa, e ha Paola Turci come colonna sonora.

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alesarabi

Sono nata e cresciuta a Bologna. Studentessa di Lettere Moderne con la passione per la scrittura, le serie tv (Netflix is my God) e la musica. Non posso vivere senza: computer, caffè, le canzoni depresse di Lana Del Rey, l'animo rock di Paola Turci.