stato di calma apparente

Stato attuale: calma apparente

Ciao come stai?

E non sai mai cosa rispondere! O meglio, quando le cose vanno bene sai cosa dire. “Bene”, “Tutto ok”, “Alla grande”, anche se questa è per i più coraggiosi. Se invece non stai bene è un casino! Quando vivi in quello strano stato di calma apparente, è difficile sia gestire le tue emozioni che comunicarle. Per evitare domande ti nascondi dietro a un “Sto e tu?” sperando che quel “e tu?” possa portare il tuo interlocutore a non romperti ulteriormente con domande inutili.

La calma apparente

Sembri tranquilla, sulle tue. Osservi tutto e tutti e non dici nulla. Ti incanti a guardare quello che accade attorno a te. Sembri assorto nei tuoi pensieri ed è vero, in parte lo sei. L’altra parte di te invece vorrebbe solo dire: “Ma andatevene tutti a fan…”. Però eviti di farlo!

Per alcuni questa condizione fa malissimo, fa male al fisico che si trova a trattenere ogni emozione. E fa male alla mente che si sente in gabbia. In realtà non tutti i mali vengono per nuocere e a volte la calma apparente è la chiave giusta per ascoltarsi, isolando la realtà umana per conoscere la propria. 

Che ho che non va? Dove sono? Dove voglio andare? Quanti vaffa vorrei tirare? E perché lo vorrei fare?

Tutto ciò che fai, lo fai riflettendo. Capisci allora che cosa devi o dovresti cambiare dentro di te. Bè, dentro sì, ma anche fuori a volte. Riscopri una piacevole solitudine che giunge al cuore e al cervello come una ventata di aria sana. E in quel momento capisci che il grande mondo che hai dentro di te riprende a funzionare.

Vi auguro momenti come questo…

perché lo stato di calma apparente aiuta a sentirsi umani. Ma questa è una prerogativa di un ristretto numero di persone… Perché certi casi umani, di “umano” hanno solo il nome!

E per restare in tema: Paola Turci – Stato di calma apparente

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alesarabi

Sono nata e cresciuta a Bologna. Studentessa di Lettere Moderne con la passione per la scrittura, le serie tv (Netflix is my God) e la musica. Non posso vivere senza: computer, caffè, le canzoni depresse di Lana Del Rey, l'animo rock di Paola Turci.